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design pubblico: 1995-2006

E' un viaggio affascinante quello di esterni, un viaggio che simbolicamente parte da un casello. Milano. Una lontana sera di aprile. L'imponente piazza Sempione diventa teatro di un'inusuale scambio, un disegno per un piatto di risotto e un bicchiere di vino. E' da quei fugaci e veloci tratti scarabocchiati con penne su tovaglioli di carta che le riflessioni fatte fino a quel momento iniziano a prendere forma.

E' un viaggio che prosegue attraverso Piazza della Borsa, dove migliaia di tute bianche accompagnate da suoni particolari invadono uno spazio che, pur essendo nel cuore dell'operosa Milano, passa tutte le notti calata nel suo silenzioso grigiore.
Via via, come una sfera che scorre su un piano inclinato, il viaggio prende velocità. Senza riuscire a fermarsi.
Installazioni animate invadono Piazza Duca d'Aosta, un mercato serale prende il posto dello storico mercato di viale Papiniano, la gente e le opere per la città di 50 giovani artisti occupano per tre giorni il casello di piazza XXIV Maggio, gli orti di Milano diventano il naturale percorso di un'insolita serata in periferia. Cantieri che solitamente usurpano lo spazio, prendono vita e cercano di avvicinarsi ai cittadini attraverso piccoli concerti, bacheche, piante, panche multifunzionali. Una "città in rivoluzione" atterra per una settimana nello spazio di Piazza Freud, con il suo palazzo sottomarino, il suo orto, il tempio delle religioni, la piazza dei bambini.
Sottoponti solitamente dedicati alle macchine colorano di giallo le facce e i vestiti della gente accorsa per vivere una serata di musica. Largo Greppi, il fossato del Castello Sforzesco e l'Arena si animano attraverso la musica, i video e la gente del Milano Film Festival.
Fabbriche abbandonate, vecchie stamperie, atelier di moda cambiano destinazione d'uso creando luoghi d'accoglienza temporanei in occasioni di grandi manifestazioni cittadine. Piano piano Milano diventa piccola, altre città come Padova, Roma, Bologna e Firenze diventano mete da esplorare e da conoscere, e, in un attimo, si ritrovano inondate da immagini , amache, suoni e, soprattutto, persone.
E' sottile la linea che divide il semplice ruolo scenografico delle piazze, delle strade, dei ponti, delle facciate delle case, dal loro reale significato all'interno di questo viaggio. E' sottile, ma fondamentale. Dietro, dentro, a questo viaggio non può che esserci un significato politico. Perché è un viaggio attraverso la polis, i suoi cittadini e il rapporto tra loro. E' un viaggio impegnativo quello di cui stiamo parlando. E' un viaggio che esterni non vuole affrontare da sola.

da un osservatore

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