Parte ormai integrante del paesaggio urbano, nelle piccole e grandi città; spesso simbolo di speculazione edilizia, porta con sè rumore, polvere, intralcio al traffico, e spesso polemiche e proteste. E quando si parla di cantiere si parla - purtroppo - di incidenti sul lavoro. Luoghi di nessuno, o di pochi, sempre più costruiscono per interessi privati senza pensare al bene collettivo. Stravolgono lo spazio pubblico, a volte per poco tempo, più spesso a tempo indeterminato. Lunga è la storia dei cantieri senza fine, e molti apriranno tra poco - giusto per parlare di Milano.
Nell'area del parcheggio di Pagano dal 15 al 20 aprile esterni costruisce un grande cantiere.
Come tutti i cantieri dovrebbero essere: provvisorio, sicuro, aperto, bello, utile, condiviso. Un cantiere che trasforma e riscopre uno spazio pubblico, che è uno spazio pubblico, che costruisce relazioni, che coinvolge le persone; un cantiere per pensare a cosa costruire, come costruire, per chi costruire. Per pensare alla città di tutti.
La struttura è stata sviluppata da Lorenzo Petrillo, progettista che attualmente tra Milano, Shanghai e Londra si sta occupando del tema dei cantieri, rivisitandone i materiali e gli elementi perchè offrano la miglior soluzione per l'ambiente e gli abitanti.